Direzione Affari Istituzionali

Le alternative possibili

Progetto di inclusione sociale e orientamento professionale attraverso il teatro rivolto a cittadini detenuti della casa circondariale di Velletri

IN COLLABORAZIONE CON I.I.S.S. CESARE BATTISTI DI VELLETRI – SEZIONE CARCERARIA

a valere sull’Avviso "Interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta della Regione Lazio" n. G15895 del 19/11/2019, DGR 841/2019

Premessa generale: perché il Teatro

L’applicazione delle tecniche e delle arti performative in ambito sociale e sociosanitario è riconosciuta a livello europeo come strumento eccezionale di educazione, riabilitazione e integrazione psicosociale. In particolare nei contesti penitenziari, l’attività teatrale si affianca ormai ai normali percorsi trattamentali come una valida opportunità di reinserimento sociale e arricchimento culturale, incidendo efficacemente in termini di istruzione, capacità di relazione, formazione professionale. I risultati conseguiti e riconosciuti a livello nazionale portano ad affermare con certezza che non sono soltanto le opportunità pratiche di completamento degli studi e inserimento lavorativo offerte ai cittadini detenuti ad incidere sulla prevenzione della recidiva e sui destini futuri di queste persone, ma anche e soprattutto la ricaduta positiva del lavoro teatrale in termini di arricchimento personale, possibilità di trascendimento del sé, acquisizione di orizzonti interpretativi del reale più ampi, e quindi anche capacità di riflessione e revisione del passato e del vissuto. Il teatro come strumento di trasmissione culturale ed inclusione sociale, consegue nelle carceri risultati fondamentali dal punto di vista trattamentale, favorendo un processo di presa di coscienza e di crescita personale dal punto di vista intellettuale ed etico che diventa il vero deterrente alla devianza e alla ricaduta.

Obiettivi programmatici:

La scelta di privilegiare percorsi di formazione attraverso gli strumenti dell’arte e della cultura risponde a evidenti necessità legate alle criticità del contesto di provenienza dei destinatari. In primo luogo contribuisce all'istruzione dei partecipanti, favorendo un contatto rinnovato, diretto ed esperienziale con il linguaggio, la poesia e la letteratura. La possibilità che offre il teatro di entrare in relazione con la bellezza, di farsi veicolo di trasmissione della cultura al livello più alto, di poter tradurre i grandi autori rendendoli accessibili attraverso la trasformazione del linguaggio, la teatralizzazione della parola, attraverso una drammaturgia che medi tra il linguaggio popolare e quello poetico, stimola un processo di apprendimento alternativo in grado di colmare almeno in parte il gap culturale conseguente all'elusione dei percorsi scolastici tradizionali. Contemporaneamente, il contatto con la parola poetica, e con quelli che sono i grandi temi della letteratura - tradimento, vendetta, colpa, pena, libertà, amore negato, separazione dagli affetti, rapporto con la morte, rapporto con il tempo perduto – rielaborati appunto nella prospettiva di un rispecchiamento con la biografia personale dei partecipanti, è il grado di incidere efficacemente sull'immaginario, sulla capacità di riflessione e sugli orizzonti di senso dei destinatari, divenendo strumento di rielaborazione emotiva e intellettuale dei nodi fondamentali che caratterizzano l’esistenza e innescando un processo di revisione del vissuto fondamentale per prendere le distanze al passato. Da questo punto di vista, il teatro come veicolo di cultura in senso ampio è in grado di creare un’alternativa estranea alla cultura della criminalità ma altrettanto attraente, ridefinendo le identità e le prospettive individuali a un livello profondo di consapevolezza. Infine, il ricorso alle arti visive e performative è in linea con la possibilità di costruire nuove prospettive culturali condivise sul senso della pena, favorendo attraverso percorsi teatrali e cinematografici una comunicazione continuativa fra il dentro e il fuori e lavorando sullo sguardo di una società ancora condizionata da una visione del carcere come luogo di espiazione fine a se stesso.

Il Teatro e la Scuola:

In collaborazione con la Sezione Carceraria dell’I.I.S.S. Cesare Battisti di Velletri, il Progetto si pone come obiettivo programmatico prioritario la possibilità di arricchire la scuola di nuovi strumenti creativi e di stimoli culturali, di personale qualificato nell’utilizzo e nelle metodologie della disciplina teatrale applicata nel sociale, di strategie formative che attingono la loro forza ed efficacia dall’esperienza di vita. Considerando che la composizione dei destinatari ai quali si rivolge il progetto è costituita da persone che stanno portando a termine il loro percorso scolastico in carcere, il taglio dell’attività teatrale avrà come centro il lavoro sul linguaggio, sulla parola e sulla capacità di esprimere ed esprimersi, finalizzato a rafforzare le motivazioni all’apprendimento, a stimolare l’acquisizione di competenze diverse e lo sconfinamento in altri rami del sapere mediante un percorso formativo esperienziale alternativo. Questo arricchimento ha evidentemente una ricaduta positiva sui destini futuri dei destinatari coinvolti, aprendo prospettive professionali nuove anche al di fuori del mondo dello spettacolo, portando all’acquisizione di competenze linguistiche e relazionali spendibili nei rapporti con la società in altri ambiti e in tutte le professioni possibili che il detenuto vorrà tentare dopo la liberazione.

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