TEATRO

FAMIGLIA

DRAMMATURGIA E REGIA DI VALENTINA ESPOSITO

“Siamo troppo vicini,
ma non vicini abbastanza”

 
In occasione del matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, si riuniscono nuovamente tre generazioni di persone legate da antichi dolori e irrisolte incomprensioni. La cerimonia diventa pretesto per rimettere sullo stesso tavolo i padri dei padri e i figli dei figli, e consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente, sogno e realtà. Lo svolgimento della trama anima il vero significato di una pièce che prova a scandagliare l'anima di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni. 


con Alessandro Bernardini, Christian Cavorso, Chiara Cavalieri, Matteo Cateni,
Viola Centi, Alessandro Forcinelli, Gabriella Indolfi, Giulio MaroncelliPiero Piccinin,
Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi, Cristina Vagnoli
e con Marcello Fonte, Palma d'Oro a Cannes 2018


costumi Mari Caselli
scenografia Andrea Grossi
luci Alessio Pascale
musiche Luca Novelli
fotografo di scena Jo Fenz

assistente di scena Simona Prundeanu 
organizzazione Giorgia Pellegrini, Fabiana Reale, Martina Storani, Sofia Tremontini
Ufficio Stampa Carla Fabi e Roberta Savona

Una produzione Fort Apache Cinema Teatro con il Patrocinio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Con il sostegno della Regione Lazio_Contributi allo spettacolo dal vivo per l’annualità 2019, ai sensi del regolamento regionale 2 agosto 2018 n. 20 - Paragrafo 1 "Produzione dello spettacolo dal vivo" -  L.r. n. 15/2014
In collaborazione con Direzione di Rebibbia N.C., Tribunale di Sorveglianza di Roma, U.E.P.E. Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Roma, La Sapienza Università degli Studi di Roma – Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo SARAS 

Note di regia
Questo spettacolo è dedicato a chi non c’è. Ai figli lontani e ai padri che sono morti mentre i figli erano lontano. Sulla scena ci sono tutti, le persone, i personaggi, i fantasmi. Non importa se non c’è più il muro di un carcere a separarli. Ancora una volta questi attori usano il teatro per quello che serve, per colmare una distanza, per aggredire il senso di colpa, per sostenere il peso del giudizio. Per parlare a chi forse è in platea o forse non c’è più. Ed è in questo sforzo e in questa necessità che ci raccontano della famiglia, della ferocia degli affetti, dell’amore e della violenza, della solitudine. Del tempo che passa. In un semplice, tragico, commovente passaggio dalla realtà alla finzione.

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